Cosa è l’ernia del disco

La colonna vertebrale, anche detta “spina dorsale”, è costituita da una sovrapposizione di dischi ossei dette vertebre che presentano un foro centrale. Ciascuna vertebra è separata dall’altra con un disco cartilagineo che consente il movimento tra le vertebre.

Senza tali dischi morbidi la nostra schiena sarebbe rigida, senza possibilità di movimento, impedendoci di inchinarci, muovere la schiena nelle varie posizioni che, invece, ci sono possibili. Purtroppo anche una macchina praticamente perfetta quale è il corpo umano, con il passare del tempo si usura, i materiali si modificano e si deteriorano provocando vari problemi. La colonna vertebrale non è esente da tutto ciò, i dischi cartilaginei si usurano, si consumano e perdono almeno parzialmente la loro elasticità e la loro consistenza.

Abbiamo accennato al foro nelle vertebre: la sovrapposizione delle vertebre crea, di fatto, un canale verticale entro il quale trova posto il fascio di nervi che conducono il segnale nervoso dal cervello a tutti i distratti del corpo, rivestiti da una membrana che è materialmente la continuazione delle meningi. Tutto questo fascio di nervi è protetto dalle vertebre, quindi e si mantiene perfettamente contenuto dalle medesime; Quando, però, per via di usura o di altre cause, lo spazio tra le vertebre non è più adeguatamente riempito dai dischi di cartilagine, parte del fascio di nervi può fuoriuscire dal canale vertebrale e restare “pizzicato” tra le vertebre stesse: la fuoriuscita dal canale vertebrale è detta Ernia e il fatto che si verifichi a causa dell’inefficienza del disco tra le vertebre porta alla definizione “discale” o del “disco”.

I Sintomi dell’Ernia del Disco

A fronte di quanto detto, risulta evidente che la protrusione dei nervi li espone ad un’infiammazione e in alcuni casi, dato che restano “pizzicati”, viene ridotta la loro funzionalità di trasmissione nervosa che risulta alterata. Questo porta a dolore che non resta localizzato all’aerea in cui l’ernia si è creata, tipicamente alla zona lombare per via della curvatura della colonna vertebrale in quel punto, ma che si irradia a tutta la parte innervata dal nervo infiammato o pizzicato.

Spesso, quindi, un’ernia del disco alle vertebre lombari interessa il nervo sciatico, il nervo più lungo del corpo, che provoca, quando infiammato, dolore intenso che partendo dall’area lombare, si irradia al gluteo, alla parte posteriore della coscia, dietro al ginocchio e al polpaccio, arrivando anche fino alla caviglia. Il dolore è talmente intenso da rendere impossibile e doloroso ogni movimento, compresa la deambulazione.

Vi è da dire che l’Ernia del Disco va incontro, nel 75% dei casi, ad una risoluzione spontanea almeno a livello di sintomi e comunque anche ad una riduzione spontanea: questo avviene perché la protrusione nervosa va incontro ad una disidratazione che, riducendo il volume dell’ernia, ne permette un riadattamento alla condizione, quindi anche un miglioramento sul versante del dolore.

La cura dell’Ernia

Un tempo la tendenza era di risolvere chirurgicamente l’ernia del disco ma oggi si tende a rinviare il più possibile l’intervento, tentando prima altre vie: intanto, avendo notato come in circa tre mesi si realizzi il riadattamento che abbiamo descritto, si affronta il problema con antinfiammatori e antidolorifici in attesa di miglioramento spontaneo. Importante è il rafforzamento dei muscoli paravertebrali, per cui un fisioterapista potrà impostare i migliori esercizi per ottenere tale rafforzamento che riduce l’ernia. Oltre alle terapie antinfiammatorie con FANS e antidolorifiche con paracetamolo o con farmaci che contengono anche Codeina, come il Co-Efferalgan, il medico potrà anche decidere una terapia cortisonica.

Se il problema persiste e soprattutto se è invalidante, tentate le terapie mediche e fisioterapiche senza successo, si opterà per l’intervento chirurgico. Le moderne tecniche chirurgiche rendono la soluzione chirurgica decisamente meno gravosa di quanto fosse un tempo, con riduzione dei tempi di ospedalizzazione e minor tempo di recupero post operatorio.

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