CategoriaProprietà delle Piante

Elenco Piante Medicinali

Elenco Piante Medicinali – Definite anche piante officinali, le erbe medicinali sono dei vegetali che modificati dall’uomo, che si caratterizzano da sostanze dotate delle capacità di apportare benefici curativi all’intero organismo umano. Le erbe medicinali, dunque, sono in grado di fornire all’uomo molti dei principi attivi che vengono utilizzati anche nei prodotti farmaceutici.

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Ginkgo Biloba: Proprietà, Uso e Controindicazioni

I rimedi naturali stanno spopolando ultimamente, proprio perché fanno molto bene al nostro organismo e possono essere un’alternativa valida alle medicine classiche. In questo articolo ti parleremo della pianta Ginkgo Biloba e di come possa essere utile.

È bene anticipare che i suoi molteplici utilizzi fanno comodo soprattutto a chi ha il diabete e soffre di allergia. Viene usato anche per ritardare una grave forma del morbo di Alzheimer. Attenzione: non è una cura, è solo un modo per contrastarlo. Continua a leggere

CategoriaRimedi Naturali

Grindelia: Proprietà, Uso e Controindicazioni

In quanti di noi odiano la tosse? Avete mai provato la Grindelia?

Insomma, a volte, un malanno di stagione ci porta ad avere una tosse duratura nel tempo, che si protrae fino all’inizio della primavera. Nei casi più fortunati, ovviamente.

Per chi soffre di allergia, la tosse è sempre in agguato. Ogni granello di polvere, ogni polline che viene a contatto con la gola o il naso rischia di farci tossire e starnutire per giorni. Continua a leggere

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Estragolo: Dove è Presente Questa Sostanza Cancerogena?

L’estragolo sta preoccupando i maggiori consumatori di basilico e di tisane al finocchio. Pare proprio che questa sostanza, se consumata in dosi massicce, sia altamente cancerogena. Andiamo a scoprire insieme quanto fare attenzione, soprattutto agli alimenti che abbiamo appena citato.

Un recente studio, ha messo in allarme tutti: dopotutto, chi non ama il pesto? E chi non si concede una tisana al finocchio prima di dormire? Entrambi hanno benefici davvero importanti per il nostro organismo e non vorremmo rinunciarci. Continua a leggere

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Artiglio Del Diavolo: Proprietà, Modalità d’Uso, Controindicazioni

Questa pianta ha un nome che potremmo definire quasi “simpatico”: in questo articolo tratteremo le proprietà, gli usi e le controindicazioni dell’Artiglio del Diavolo. Nome piuttosto particolare, vero?

Appartenente alla famiglia delle Pedaliaceae, viene soprattutto destinata contro il mal di testa e il mal di schiena. Le sue due proprietà più importanti sono analgesiche e antinfiammatorie. Continua a leggere

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Camomilla: Proprietà, Effetti Sull’Organismo e Controindicazioni

Avete mai sentito il detto “Se sei nervoso, fatti una camomilla”? Be’, non è solo una frase un po’ cinica da rivolgere a una persona fortemente ansiosa. Oggi vi parleremo della camomilla e del perché viene considerata un potente sedativo naturale.

La pianta di camomilla appartiene alla famiglia delle Asteraceae. La fama del suo effetto calmante è nota da migliaia di anni; veniva usata come rimedio persino contro il diabete. Continua a leggere

CategoriaSalute

Ipertensione e stress: quali legami?

Lo Stress è una malattia dei nostri giorni, più che una malattia, però, è una condizione di vita, un effetto sull’organismo dei ritmi moderni, dei problemi che ci si trova ad affrontare quotidianamente, un insieme esplosivo che incide fortemente sul corpo e sulla mente favorendo l’insorgenza di altre, vere, malattie.

Quello che è accertato, ad esempio, è che lo stress ha influenza negativa sul diabete, favorendo l’aumento dei livelli della glicemia ma secondo molti, almeno a sensazione, lo stress avrebbe anche responsabilità sull’aumento della pressione arteriosa: tutti, infatti, sappiamo come quando ci si arrabbia la pressione aumenta, lo Stress ha la stessa funzione del nervosismo oppure lo Stress stesso comporta un incremento del nervosismo e di conseguenza un incremento della pressione? Andiamo, quindi a capire in maniera meno “a sensazione” e un po’ più scientifica a capire qual è il legame, se esiste realmente, tra Stress e Ipertensione.

Cosa è lo Stress?

Lo stress è un insieme di sintomi che rappresentano in qualche modo l’adattamento del corpo a stimoli e sollecitazioni che derivano da accadimenti intorno a noi e nella nostra vita. La suscettibilità allo Stress è assolutamente soggettiva sia in senso generale che riferito ai singoli stimoli in grado di generarlo. Per fare un esempio, ci sono persone che amano il silenzio, non riescono a sopportare il caos, il rumore e questo genera in tale persona una condizione di stress che può essere anche notevole mentre invece altre persone, in una situazione di silenzio e ordine si deprimono, devono essere contornate dagli stessi stimoli che li fanno stare bene, gli stessi che provocano stress nelle altre persone.

I ricercatori hanno dimostrato come una situazione di Stress è in grado di provocare un rialzo della pressione ma soltanto temporaneamente mentre non vi sono evidenze di un‘influenza dello stress rispetto all’ipertensione sul lungo periodo. In verità, lo Stress può alterare il funzionamento dell’organismo, provocare disagi fisici e mentali e provocare anche alcune malattie. Sarebbero queste e non lo Stress in se a provocare l’incremento della pressione, quindi lo Stress agirebbe in maniera indiretta, non come causa diretta dell’ipertensione ma come causa di altre malattie che agiscono sulla pressione arteriosa.

Lo Stress determina una reazione dell’organismo che, atavicamente, di fronte ad una situazione vissuta inconsciamente come un pericolo per se stessi, immette in circolo almeno due ormoni, il cortisolo e l’adrenalina che preparano la persona all’attacco o alla fuga e che determinano l’aumento della frequenza cardiaca e l’aumento conseguente della pressione arteriosa. Altri effetti si hanno sui muscoli che assumono un tono superiore, pronti all’azione, un aumento della sudorazione finalizzata alla dispersione del calore, della frequenza respiratoria per avere maggiore quantità di ossigeno, anche questo prodromico al combattimento e bloccano altre funzioni non necessarie come la digestione, per aumentare le energie disponibili.

Nella situazione di Stress il cervello incrementa il pensiero istintivo a discapito della razionalità, un richiamo ai comportamenti degli uomini primitivi che è rimasto dentro di noi. La risposta che si verifica con un rialzo della pressione sanguigna in seguito ad una condizione di stress assume quindi un carattere transitorio e l’ipertensione che si può dimostrare non ha nulla dell’ipertensione strutturale che è quella da combattere anche con farmaci, se il medico lo ritiene necessario. Dunque, l’ipertensione in caso di Stress non deve preoccupare in quanto si tratta di una reazione in qualche modo fisiologica e in ogni caso assolutamente transitoria che si risolve rapidamente e spontaneamente senza alcun bisogno di trattamenti.

Basta cercare di rilassarsi e calmarsi e tutto ritorna perfettamente nella norma. E’ possibile, piuttosto, che una condizione di Stress possa portare a dimenticare le cure che stiamo facendo, ridurre l’attività fisica on altre parole generare una condizione depressiva che, per questi meccanismi, possono portare ad un incremento della pressione arteriosa.

di depressione o di disperazione scatenino comportamenti autodistruttivi, come ad esempio:

  • dimenticarsi di assumere i farmaci contro l’ipertensione o contro gli altri disturbi cardiaci,
  • bere un’eccessiva quantità di alcolici,
  • alimentarsi in modo scorretto e disordinato, eccedendo con zucchero, sale e grassi,

ridurre e interrompere ogni tipo di attività fisica.

CategoriaMedicina

La Tonsillite

Cosa sono le tonsille

Le Tonsille sono due ghiandole che sono a “guardia” dell’ingresso della gola, al termine del cavo orale. La loro funzione prevalente è di intercettare e bloccare i microbi che possono presentarsi e provocare malattie dell’apparato respiratorio e anche all’intestino. Se intercettano dei batteri o dei virus, questi si annidano nel tessuto delle tonsille, infiammandole e facendole gonfiare. Il medico osservando la gola noterà immediatamente che le tonsille ingrossate riducono il passaggio verso la faringe, il primo tratto della gola comune alle vie respiratorie e all’apparato digestivo.

In questo tratto passa, dunque, l’aria che non viene ostacolata dalle tonsille infiammate, mentre invece il cibo fatica un po’ di più nel suo transito, aumentando anche il dolore e provocando, quindi, problemi di deglutizione. Proprio per la loro funzione di intercettazione e neutralizzazione dei microbi, oggi si tende ad essere decisamente più cauti nella loro rimozione chirurgica in quanto si andrebbe ad eliminare un utile filtro contro le infezioni all’organismo.

Particolare cautela va posta nei confronti dei bambini molto piccoli che non hanno ancora un sistema immunitario molto efficiente nei quali togliere le tonsille significa esporre l’organismo a frequenti enteriti che sono decisamente una patologia più grave della tonsillite, defedanti e che in alcuni casi possono richiedere anche il ricovero del bambino soprattutto per garantire l’idratazione tramite flebo, a fronte del forte rischio di disidratazione del bambino. Meglio una tonsillite che un’enterite, insomma, quindi va scelto il male minore.

Tonsillite Cause e sintomi

Vari batteri e virus possono essere la causa della tonsillite ma tra tutti il batterio che prevalentemente provoca questa malattia è lo Streptococco beta emolitico di gruppo B che ha una predilezione per le ghiandole ma che è anche responsabile di diverse forme reumatiche colpendo tra l’altro anche la valvola mitrale nel cuore. Quando un bambino o una persona in generale anche in età adulta, presenta tonsilliti ricorrenti è opportuno fare delle analisi del sangue per accertarsi che il batterio in questione non sia passato nel sangue e possa creare problemi. E’ anche utile ai fini della determinazione delle tonsilliti ricorrenti eseguire un tampone, semplicemente con uno speciale bastoncino sterile andare a toccare le tonsille e inviarlo poi in laboratorio per la determinazione del batterio presente, facendo anche un antibiogramma per capire quale antibiotico è il maggiormente attivo contro quel batterio specifico. I tempi per l’antibiogramma sono relativamente lunghi per cui questo esame ha un senso solo se la tonsillite si ripresenta con alta frequenza, dando il senso di una presenza batterica mai realmente debellata.

I sintomi della tonsillite sono:

  • Mal di gola
  • Febbre anche elevata
  • Afonia
  • Difficoltà e dolore nella deglutizione
  • Ingrossamento dei linfonodi, soprattutto di quelli alla base della mandibola e di quelli del collo
  • Tosse

Talvolta alla Tonsillite si associa successivamente anche qualche malattia delle vie respiratorie per la migrazione di Virus e Batteri in tale ambito ma anche problemi gastrointestinali per lo stesso motivo.

Cura della Tonsillite

E’ sempre necessaria l’assunzione di un antibiotico che prescriverà il medico e che va assunto per tutto il tempo prescritto anche in caso di miglioramento dei sintomi ma il medico potrà prescrivere anche un antinfiammatorio che dovrebbe abbreviare i tempi di guarigione. Diversi rimedi naturali possono essere utili soprattutto per alleviare i sintomi della Tonsillite:

  • Miele e limone diluiti in acqua calda contrastano l’infiammazione e hanno azione emolliente riducendo il dolore
  • Echinacea che si può assumere sotto forma di gocce e compresse
  • Zenzero che può essere assunto aggiunto, grattugiato, al latte e miele per potenziarne l’azione
  • Una tisana di Malva può aiutare nella riduzione dell’infiammazione.

L’alimentazione deve essere regolata sul bisogno della persona malata che, avendo problemi a deglutire, ha difficoltà con i cibi solidi. Adeguati, quindi, passati di verdura e brodo vegetale ma anche alimenti freschi e fluidi come il gelato che ha anche un alto potere nutriente, Yogurt, sorbetti, granite, tutte cose che alleviano notevolmente il dolore e il bruciore alla gola

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Cosa è la congiuntivite

La Congiuntivite è un’infiammazione della membrana che ricopre la palpebra e parte del bulbo oculare, la congiuntiva, che può avere parecchie cause diverse e si può presentare, in funzione della causa, con aspetti diversi. In comune a tutte le forme di congiuntivite c’è l’irritazione dell’occhio, il suo arrossamento, in casi particolari e gravi si arriva anche al sanguinamento dell’occhio, come andremo a vedere.

Se la Congiuntivite è sostenuta da virus e batteri, è contagiosa, quindi occorrono particolari attenzioni per evitare che da un occhio possa andare ad interessare anche l’altro e per evitare altresì che possa andare a contagiare altre persone, soprattutto nell’ambito del nucleo familiare.

Cause della Congiuntivite

La congiuntivite ha spesso origine dalla proliferazione di virus e batteri che si annidano all’interno della palpebra, provocandone l’infiammazione ed estendendosi al bulbo oculare che si infiamma a sua volta. L’infiammazione provoca una dilatazione dei vasi sanguigni nell’occhio che talvolta possono anche rompersi dando luogo a macchie rosse ma comunque tutto il bulbo oculare risulta arrossato. Quasi sempre la congiuntivite interessa un solo occhio ma data la contagiosità si può estendere con una certa facilità anche all’altro occhio.  La congiuntivite può anche essere originata da allergie stagionali, dai pollini che provocano l’allergia stagionale che molti conoscono, attraverso l’azione di tali allergeni che giungono anche alla palpebra scatenando la reazione allergica che provoca l’infiammazione. In questi casi la congiuntivite può facilmente essere bilaterale.

Ovviamente anche prodotti irritanti possono esse causa di questo problema e soprattutto chi frequenta l’alta montagna, dove i raggi solari sono particolarmente “cattivi”, conosce la Congiuntivite che, in questo caso, è provocata dall’azione irritante dei raggi ultravioletti che sono abbondanti in quota, decisamente più che a livello del mare. Anche a basse quote, comunque i raggi ultravioletti possono provocare questo problema, soprattutto se si rimane esposti alla luce solare per lungo tempo senza un’adeguata protezione degli occhi tramite occhiali con buoni filtri UV.

Un discorso a parte merita la Congiuntivite dei bambini, specialmente quelli molto piccoli: il canale lacrimale dei bambini piccoli è ancora molto stretto e si può ostruire con una certa facilità; ostruendo il deflusso del liquido che normalmente inumidisce il bulbo oculare, questo si asciuga e tende ad infiammarsi, dando luogo alla congiuntivite. Ovviamente, su un tessuto infiammato, più facilmente possono attecchire batteri e virus, cosicché ad un’infiammazione di origine meccanica si sovrappone talvolta anche un’infiammazione virale o batterica.

I tipi di congiuntivite

La Congiuntivite può, quindi essere:

  • Batterica che produce secrezioni giallastre o verdastre che appiccicano le ciglia e i bordi delle palpebre
  • Virale che produce un muco trasparente
  • Attinica provocata dai raggi ultravioletta
  • Allergica o da agenti irritanti che tutti i soggetti allergici ai pollini conoscono bene ma che è anche la più facilmente curabile con colliri antistaminici, che provoca irritazione all’occhio e abbondante lacrimazione.

Vogliamo, invece, dare particolare risalto alla Congiuntivite Membranosa nella quale si producono delle placche grigiastre che si staccano e possono dare origine al sanguinamento dell’occhio. Si tratta di una forma grave che richiede particolare attenzione da parte del medico in quanto se non curata bene può provocare danni alla cornea.

La cura della Congiuntivite

La cura della congiuntivite vede prevalentemente l’utilizzo di colliri antibiotici nelle forme batteriche, decongestionanti in generale e colliri antistaminici nelle forme allergiche. Molti rimedi naturali possono servire ad alleviare i sintomi della congiuntivite: consigliata l’applicazione di bustine di tè sull’occhio, ovviamente previa bollitura in acqua ma in tanti trovano ampio sollievo dall’applicazione di camomilla sotto forma di impacco agli occhi o anche con la polpa della patata grattugiata ed applicata tramite una garza. E’ bene evitare l’esposizione alla luce che peraltro risulta estremamente fastidiosa e usare occhiali da sole soprattutto all’esterno. Oltre alle cure, alcuni giorni di riposo in penombra è ciò che serve all’occhio malato.

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Allergia Stagionale cos’è

La primavera è ritenuta dalla maggior parte delle persone la più bella stagione dell’anno, la stagione in cui la Natura riprende tutto il suo vigore e ci regala fioriture incredibili, profumi piacevolissimi, luce, tepore dai raggi solari, l’inizio dei bagni in mare, la tintarella, le passeggiate in montagna alla ricerca dei residui dei nevai ma tutta questa bellezza per alcuni rappresenta anche un periodo di notevole malessere e disturbo per via dell’allergia ai pollini di diverse piante che fioriscono e generano i loro pollini proprio in questa stagione.

Già in questo momento in tanti cominciano a sentire quel particolare prurito in gola, il naso che pizzica e cola di continuo e sanno perfettamente che a giorni arriveranno anche quelle fastidiose continue scariche di starnuti, gli occhi che cominciano a prudere e poi a lacrimare, insomma per tutte queste persone la primavera non è davvero molto godibile e non si vede l’ora che finisca.

La Rinite Allergica è veramente fastidiosa ma è ancora poco di fronte ad un’altra forma di manifestazione dell’allergia: L’asma allergica si va a sommare ai sintomi precedenti, causando difficoltà respiratorie che possono diventare anche talmente forti da portare alla necessità di cure d’urgenza, in Pronto Soccorso. Conosci bene questa situazione? Sai da cosa è provocata e come agire? Cerchiamo di spiegartelo.

La Rinite allergica: Cause e rimedi

Non si può dire che i pollini delle piante siano sostanze velenose o pericolose, dannose in senso generale, tanto che per la maggior parte delle persone non sono causa di alcun disturbo, il problema in realtà non è relativo tanto ai pollini che sono soltanto l’elemento scatenante ma è il funzionamento del nostro sistema immunitario: un sistema immunitario ben bilanciato e normalmente funzionante non reagisce ai pollini e quindi non genera la condizione allergica di cui, invece, tanti soffrono. L’allergia in generale è una risposta abnorme ad un agente irritante da parte del sistema immunitario. Alcune persone predisposte, quindi, in presenza di sostanze in grado di generare tale risposta esagerata, di fronte a questo contatto, generano una quantità di anticorpi specifici, le immunoglobuline E che scatenano un’offensiva contro le sostanze che riconoscono come aggressori dell’organismo; questo meccanismo provoca la liberazione in circolo di una sostanza chiamata Istamina che ha la capacità di creare un’infiammazione che è responsabile dei sintomi dell’allergia.

Questo problema colpisce dal 15 al 25% della popolazione ma ancora non è chiaro il motivo per cui alcune persone sviluppino l’allergia e altri no, di certo è stata trovata una correlazione tra inquinamento ambientale e insorgenza di allergia, probabilmente per il fatto che l’inquinamento provoca uno stato di infiammazione di base con una eccitazione del sistema immunitario che di fronte all’aggressione aggiuntiva dei pollini reagisce in maniera abnorme. La differenza tra individuo e individuo probabilmente trae origine anche da fattori genetici e di conformazione di alcuni tipi di globuli bianchi. Alcuni ricercatori avrebbero anche trovato una correlazione tra l’allattamento artificiale nella prima infanzia e l’insorgenza di allergia in età adolescenziale ma non esistono conferme scientifiche dell’esistenza di questa correlazione.

La cura consiste nel contrastare l’azione dell’Istamina, i farmaci antistaminici che agiscono alla base del problema di reazione dell’organismo, riducendo la formazione dell’istamina. Se il disturbo è localizzato al naso, si possono utilizzare degli spray nasali in grado di formare una sorta di pellicola sulle mucose nasali, limitando il contatto tra queste e i pollini, quindi evitando la reazione dell’organismo. Se l’allergia provoca anche asma bronchiale, è necessario utilizzare farmaci antistaminici e talvolta anche cortisone e spray broncodilatatori che contrastano lo spasmo che agisce negativamente rispetto alla respirazione.  La vera cura, però, consiste nella somministrazione di vaccini specifici, a fronte dell’identificazione dell’allergene, una terapia iposensibilizzante tendente ad attenuare o azzerare la reazione del sistema immunitario verso i pollini che la provocano.