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Rovo Usi e Proprietà

Più si conosce la Natura, si scoprono i suoi segreti, più si comprende come tutto non è casuale, tutto è predisposto per uno scopo, il problema è che spesso non sappiamo riconoscere ciò che ci circonda: la nostra ignoranza, nel senso buono del termine, non permette di approfittare di tutte le notevoli possibilità che la Natura ci offre. E’ questo il caso di una pianta che tutti conosciamo, che troviamo comunemente vicino e che non consideriamo perché non ne conosciamo le Proprietà e i benefici che può dare, oltretutto gratuitamente: il Rovo Usi e Proprietà.

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Ipertensione e stress: quali legami?

Lo Stress è una malattia dei nostri giorni, più che una malattia, però, è una condizione di vita, un effetto sull’organismo dei ritmi moderni, dei problemi che ci si trova ad affrontare quotidianamente, un insieme esplosivo che incide fortemente sul corpo e sulla mente favorendo l’insorgenza di altre, vere, malattie.

Quello che è accertato, ad esempio, è che lo stress ha influenza negativa sul diabete, favorendo l’aumento dei livelli della glicemia ma secondo molti, almeno a sensazione, lo stress avrebbe anche responsabilità sull’aumento della pressione arteriosa: tutti, infatti, sappiamo come quando ci si arrabbia la pressione aumenta, lo Stress ha la stessa funzione del nervosismo oppure lo Stress stesso comporta un incremento del nervosismo e di conseguenza un incremento della pressione? Andiamo, quindi a capire in maniera meno “a sensazione” e un po’ più scientifica a capire qual è il legame, se esiste realmente, tra Stress e Ipertensione.

Cosa è lo Stress?

Lo stress è un insieme di sintomi che rappresentano in qualche modo l’adattamento del corpo a stimoli e sollecitazioni che derivano da accadimenti intorno a noi e nella nostra vita. La suscettibilità allo Stress è assolutamente soggettiva sia in senso generale che riferito ai singoli stimoli in grado di generarlo. Per fare un esempio, ci sono persone che amano il silenzio, non riescono a sopportare il caos, il rumore e questo genera in tale persona una condizione di stress che può essere anche notevole mentre invece altre persone, in una situazione di silenzio e ordine si deprimono, devono essere contornate dagli stessi stimoli che li fanno stare bene, gli stessi che provocano stress nelle altre persone.

I ricercatori hanno dimostrato come una situazione di Stress è in grado di provocare un rialzo della pressione ma soltanto temporaneamente mentre non vi sono evidenze di un‘influenza dello stress rispetto all’ipertensione sul lungo periodo. In verità, lo Stress può alterare il funzionamento dell’organismo, provocare disagi fisici e mentali e provocare anche alcune malattie. Sarebbero queste e non lo Stress in se a provocare l’incremento della pressione, quindi lo Stress agirebbe in maniera indiretta, non come causa diretta dell’ipertensione ma come causa di altre malattie che agiscono sulla pressione arteriosa.

Lo Stress determina una reazione dell’organismo che, atavicamente, di fronte ad una situazione vissuta inconsciamente come un pericolo per se stessi, immette in circolo almeno due ormoni, il cortisolo e l’adrenalina che preparano la persona all’attacco o alla fuga e che determinano l’aumento della frequenza cardiaca e l’aumento conseguente della pressione arteriosa. Altri effetti si hanno sui muscoli che assumono un tono superiore, pronti all’azione, un aumento della sudorazione finalizzata alla dispersione del calore, della frequenza respiratoria per avere maggiore quantità di ossigeno, anche questo prodromico al combattimento e bloccano altre funzioni non necessarie come la digestione, per aumentare le energie disponibili.

Nella situazione di Stress il cervello incrementa il pensiero istintivo a discapito della razionalità, un richiamo ai comportamenti degli uomini primitivi che è rimasto dentro di noi. La risposta che si verifica con un rialzo della pressione sanguigna in seguito ad una condizione di stress assume quindi un carattere transitorio e l’ipertensione che si può dimostrare non ha nulla dell’ipertensione strutturale che è quella da combattere anche con farmaci, se il medico lo ritiene necessario. Dunque, l’ipertensione in caso di Stress non deve preoccupare in quanto si tratta di una reazione in qualche modo fisiologica e in ogni caso assolutamente transitoria che si risolve rapidamente e spontaneamente senza alcun bisogno di trattamenti.

Basta cercare di rilassarsi e calmarsi e tutto ritorna perfettamente nella norma. E’ possibile, piuttosto, che una condizione di Stress possa portare a dimenticare le cure che stiamo facendo, ridurre l’attività fisica on altre parole generare una condizione depressiva che, per questi meccanismi, possono portare ad un incremento della pressione arteriosa.

di depressione o di disperazione scatenino comportamenti autodistruttivi, come ad esempio:

  • dimenticarsi di assumere i farmaci contro l’ipertensione o contro gli altri disturbi cardiaci,
  • bere un’eccessiva quantità di alcolici,
  • alimentarsi in modo scorretto e disordinato, eccedendo con zucchero, sale e grassi,

ridurre e interrompere ogni tipo di attività fisica.

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Cosa è l’ernia del disco

La colonna vertebrale, anche detta “spina dorsale”, è costituita da una sovrapposizione di dischi ossei dette vertebre che presentano un foro centrale. Ciascuna vertebra è separata dall’altra con un disco cartilagineo che consente il movimento tra le vertebre.

Senza tali dischi morbidi la nostra schiena sarebbe rigida, senza possibilità di movimento, impedendoci di inchinarci, muovere la schiena nelle varie posizioni che, invece, ci sono possibili. Purtroppo anche una macchina praticamente perfetta quale è il corpo umano, con il passare del tempo si usura, i materiali si modificano e si deteriorano provocando vari problemi. La colonna vertebrale non è esente da tutto ciò, i dischi cartilaginei si usurano, si consumano e perdono almeno parzialmente la loro elasticità e la loro consistenza.

Abbiamo accennato al foro nelle vertebre: la sovrapposizione delle vertebre crea, di fatto, un canale verticale entro il quale trova posto il fascio di nervi che conducono il segnale nervoso dal cervello a tutti i distratti del corpo, rivestiti da una membrana che è materialmente la continuazione delle meningi. Tutto questo fascio di nervi è protetto dalle vertebre, quindi e si mantiene perfettamente contenuto dalle medesime; Quando, però, per via di usura o di altre cause, lo spazio tra le vertebre non è più adeguatamente riempito dai dischi di cartilagine, parte del fascio di nervi può fuoriuscire dal canale vertebrale e restare “pizzicato” tra le vertebre stesse: la fuoriuscita dal canale vertebrale è detta Ernia e il fatto che si verifichi a causa dell’inefficienza del disco tra le vertebre porta alla definizione “discale” o del “disco”.

I Sintomi dell’Ernia del Disco

A fronte di quanto detto, risulta evidente che la protrusione dei nervi li espone ad un’infiammazione e in alcuni casi, dato che restano “pizzicati”, viene ridotta la loro funzionalità di trasmissione nervosa che risulta alterata. Questo porta a dolore che non resta localizzato all’aerea in cui l’ernia si è creata, tipicamente alla zona lombare per via della curvatura della colonna vertebrale in quel punto, ma che si irradia a tutta la parte innervata dal nervo infiammato o pizzicato.

Spesso, quindi, un’ernia del disco alle vertebre lombari interessa il nervo sciatico, il nervo più lungo del corpo, che provoca, quando infiammato, dolore intenso che partendo dall’area lombare, si irradia al gluteo, alla parte posteriore della coscia, dietro al ginocchio e al polpaccio, arrivando anche fino alla caviglia. Il dolore è talmente intenso da rendere impossibile e doloroso ogni movimento, compresa la deambulazione.

Vi è da dire che l’Ernia del Disco va incontro, nel 75% dei casi, ad una risoluzione spontanea almeno a livello di sintomi e comunque anche ad una riduzione spontanea: questo avviene perché la protrusione nervosa va incontro ad una disidratazione che, riducendo il volume dell’ernia, ne permette un riadattamento alla condizione, quindi anche un miglioramento sul versante del dolore.

La cura dell’Ernia

Un tempo la tendenza era di risolvere chirurgicamente l’ernia del disco ma oggi si tende a rinviare il più possibile l’intervento, tentando prima altre vie: intanto, avendo notato come in circa tre mesi si realizzi il riadattamento che abbiamo descritto, si affronta il problema con antinfiammatori e antidolorifici in attesa di miglioramento spontaneo. Importante è il rafforzamento dei muscoli paravertebrali, per cui un fisioterapista potrà impostare i migliori esercizi per ottenere tale rafforzamento che riduce l’ernia. Oltre alle terapie antinfiammatorie con FANS e antidolorifiche con paracetamolo o con farmaci che contengono anche Codeina, come il Co-Efferalgan, il medico potrà anche decidere una terapia cortisonica.

Se il problema persiste e soprattutto se è invalidante, tentate le terapie mediche e fisioterapiche senza successo, si opterà per l’intervento chirurgico. Le moderne tecniche chirurgiche rendono la soluzione chirurgica decisamente meno gravosa di quanto fosse un tempo, con riduzione dei tempi di ospedalizzazione e minor tempo di recupero post operatorio.